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Fermati, Respira

  • Immagine del redattore: Dott.ssa Anna Dandrea
    Dott.ssa Anna Dandrea
  • 3 mag 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Il respiro ci accompagna per tutta la nostra vita e, insieme al battito del cuore, è il segnale più tangibile del nostro essere presenti nel mondo.

Alla nascita il primo respiro collega il neonato al mondo al di fuori dell’utero materno e indica l’inizio di una nuova vita autonoma, nei miti della creazione Dio anima l’uomo attraverso il “soffio divino” e lo trasforma da materia inanimata a cosa viva, e il distacco dal mondo terreno è segnalato dall’ultimo respiro.

Possiamo quindi capire quanto la respirazione sia centrale nella vita di ognuno, non solo in termini biologici ma anche come collegamento simbolico tra il mondo esterno, il fuori, e il nostro mondo interno.


Per l’importanza che ricopre, il modo in cui respiriamo rappresenta un indicatore centrale del nostro stato psico-fisico, in termini di benessere o malessere: fattori come gli stati emotivi, l’ansia, lo stress e l’atteggiamento con cui affrontiamo gli eventi quotidiani hanno un’influenza importante sul ritmo e la qualità della nostra respirazione. Una buona respirazione permette un ricambio ottimale tra l’ossigeno in entrata e l’anidride carbonica espulsa, assicurando una buona ossigenazione sanguigna e il carburante necessario al funzionamento dei nostri organi, cervello (e quindi mente) compreso. Espressioni come “restare senza fiato”, sentire che qualcosa “ci toglie il respiro”, “sentirsi soffocare”, “restare col fiato sospeso” ci fanno capire come le emozioni che proviamo influenzino il modo in cui respiriamo.


Quando una persona prova ansia o stati di forte stress la sua respirazione tenderà ad essere “alta”: durante l’inspirazione il diaframma rimane bloccato, si espande solo la parte più alta del torace, i respiri saranno corti e veloci, senza un ritmo regolare, con iperventilazione o intervallati da momenti di apnea. In questo modo viene compromesso il naturale equilibrio respiratorio, con importanti ripercussioni sul benessere fisico e mentale. Squilibri nel livello di ossigeno nel sangue possono influenzare negativamente il nostro funzionamento mentale e psicologico, basti pensare agli attacchi di panico.

Durante un attacco di panico, l’iperventilazione impedisce una corretta espirazione e quindi blocca il ricambio tra ossigeno e anidride carbonica, causando sensazioni di nausea, confusione mentale, vertigine e disorientamento. Più in generale, ansia, stress e conseguenti tensioni a livello diaframmatico, creando un blocco a livello muscolare, rendono più difficile metterci in contatto con le sensazioni e le emozioni provate, sopprimendole.


Possiamo migliorare il nostro benessere psicofisico e la nostra capacità di gestire ansia ed emozioni imparando ad osservare la nostra respirazione e a controllarla, per riportarla a uno stato di equilibrio più naturale.

Il controllo del respiro è una pratica comune a molte tecniche di meditazione e di rilassamento, come il training autogeno, e consiste nel cercare di utilizzare il più possibile il diaframma durante la respirazione. L’utilizzo del diaframma permette di espandere completamente l’addome e respirare a pieni polmoni, assicurando un pieno ricambio d’aria e una respirazione più fluida.


Ecco le istruzioni su come imparare la respirazione diaframmatica:


1. sdraiatevi o sedetevi su una sedia comoda, appoggiando bene la schiena sullo schienale, in modo da non assumere una posizione piegata che scarichi il peso in avanti schiacciando la pancia;

2. appoggiate una mano sulla pancia, all’altezza dell’ombelico;

3. inspirate lentamente e profondamente dal naso, gonfiate i polmoni fino in fondo, in modo da sentire con la mano la vostra pancia che si alza;

4. trattenete brevemente il respiro e espirate lentamente dalla bocca, sentite la pancia che si abbassa lentamente mentre buttate fuori tutta l’aria;

5. dopo una breve pausa inspirate nuovamente dal naso e ripetete il ciclo della respirazione 4/5 volte.


All’inizio può capitare che, se non siamo abituati a respirare con la pancia, la respirazione diaframmatica ci sembri forzata, non naturale o che renda apparentemente più difficile prendere fiato. È importante darsi il tempo per ascoltarsi e mettersi in contatto con il proprio corpo e il proprio respiro, sciogliere le tensioni e lasciarsi respirare profondamente.

Questa attenzione verso i propri vissuti interni nelle situazioni di stress ci permette di fermarci, fare un passo indietro e concentrarsi sul qui e ora, abbassando il livello d’ansia e tornando in contatto con noi stessi più calmi e con più energia, in modo da gestire quello che ci sta succedendo con più tranquillità.


Prestare attenzione al modo in cui respiriamo e ai nostri vissuti corporei è una buna pratica per ascoltare le nostre emozioni senza farci travolgere, mantenere uno stato di equilibrio e contribuire al nostro benessere mentale.


Se ti trovi in una situazione di forte stress, tensione, irrequietezza o l’ansia non ti permette di vivere la tua quotidianità in modo sereno contattami, potremo individuare insieme la soluzione migliore per migliorare la tua salute psicologica e il tuo approccio agli eventi esterni.

 
 
 

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